La Coppia motrice, definizione

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La Coppia motrice, definizione

Messaggio da Destroyer » mercoledì 8 dicembre 2010, 10:20

La coppia motrice, definizione.

La coppia motrice, o momento torcente, indica lo sforzo che si esercita su di un corpo dotato di un asse di rotazione...


Questa grandezza fisica è la risultante della distanza dal punto di applicazione della forza ed il suo asse di rotazione, quindi sarà il prodotto della forza applicata per il “braccio di manovella”.

Infatti possiamo portare un banale esempio di coppia, essa viene generata anche quando avvitiamo o svitiamo il tappo di una bottiglia, pertanto si deduce che per esercitare valori di coppia più alti basta solamente aumentare la distanza del punto di applicazione della forza quindi il “braccio di manovella” e per meglio dire, credo che molte volte ci siamo imbattuti in situazioni tipiche, tipo lo svitare di un bullone grippato, per il quale è stato necessario inserire un tubo all’estremità della chiave per allungare la distanza rendendo più facile l’operazione.

In un motore a scoppio, grazie al meccanismo di biella–manovella, il moto rettilineo di un pistone viene trasformato in moto rotatorio, e la forza trasmessa dal pistone che a sua volta è generata dalla combustione, viene trasmessa all’albero motore mediante una vera e propria manovella trasformandosi in “momento torcente” o coppia motrice.

Consideriamo anche che in un motore, durante il suo ciclo a solo una fase utile, tutte le altre sono solo fasi passive in quanto sottraggono energia all’albero motore, pertanto il valore della coppia erogata non sarà costante. Da ciò si può spiegare la differenza di erogazione esistente tra un motore monocilindrico e un pluri-cilindrico: i monocilindrici avranno un grado di irregolarità (differenza tra il valore massimo e medio della coppia motrice) massimo, che diminuirà a sua volta con l’aumentare del numero dei cilindri, e per far si che la rotazione di un albero motore sia uniforme si fa ricorso al “Volano” che ha il compito di immagazzinare energia nella fase attiva, restituendola poi durante le fasi passive del ciclo, cioè quando l’energia sottratta tende a far diminuire la velocità di rotazione dell’albero motore.

In genere nei motori di uso automobilistico il volano è costituito da un grosso disco di ghisa o acciaio, è fissato all’estremità dell’albero motore, mentre nella maggioranza dei motori di uso motociclistico, la funzione della massa del volano viene svolta dal gruppo braccio-manovella e contrappeso dell’albero motore integrando anche in questa funzione il rotore del generatore.

A questo punto facciamo una considerazione specificando la differenza tra “coppia motrice” e “potenza” di un motore, infatti molte volte si fa un po’ di confusione credendo che le due cose siano uguali, ma in realtà sono due cose completamente differenti.

Per i principi della fisica, la coppia non significa lo spostamento di un corpo, in quanto se riportiamo l’esempio del bullone bloccato, non otterremo nessun movimento fino a quando la coppia applicata non avrà raggiunto e superato il valore della “coppia resistente”, quindi il lavoro è il prodotto tra una forza applicata ad un corpo ed il suo spostamento indipendentemente dal tempo impiegato. La potenza, è la velocità con cui viene compiuto questo lavoro (spostamento), infatti tanto maggiore sarà la potenza, tanto minore sarà il tempo impiegato per lo spostamento, pertanto di deduce che più e la potenza di un motore, minore sarà il tempo impiegato a percorrere un determinato tragitto.

Fonte Tingavert - Si ringrazia l'autore darkangel46

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