L'equilibrio della moto in rettilineo

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L'equilibrio della moto in rettilineo

Messaggio da Destroyer » venerdì 21 gennaio 2011, 18:59

L'equilibrio della moto in rettilineo

Effetti inerziale, giroscopico e raddrizzante dell'avancorsa che contribuiscono a mantenere in equilibrio la moto

I fattori che ci mantengono in equilibrio mentre idealmente conduciamo la moto in rettilineo a velocità costante sono:

•effetto inerziale
•effetto giroscopico
•effetto raddrizzante dovuto all'avancorsa

Effetto inerziale: Il prodotto della massa per la velocità dell'insieme moto-pilota esprime la quantità di moto del sistema moto-pilota. Maggiore è questo valore, meno la traiettoria viene influenzata da forze esterne.
Quindi maggiore è la velocità di avanzamento, meno il veicolo si scosta dalla traiettoria rettilinea iniziale: più un corpo è pesante, più oppone resistenza alle modifiche delle sue condizioni di moto, velocità e direzione.
Concludendo, aumentando velocità e peso, la moto mantiene più facilmente la traiettoria.

Effetto giroscopico: ogni volta che un corpo è in rotazione attorno ad un asse e contemporaneamente ruota velocemente su un altro asse, nasce un momento che va ad agire attorno ad un asse perpendicolare agli altri due. L'effetto è più evidente con velocità di rotazione alte, ed è sperimentabile tenendo tra le mani una ruota che gira e cercando di ruotarne l'asse verticalmente come per sterzare: si avverte una forza che fa girare la ruota sull'asse longitudinale.
Nella moto questo effetto si ha appunto sterzando, il che genera un momento che si oppone alla discesa in piega, agendo in modo contrario alla direzione della curva.
La rotazione delle ruote genera oltre alla sterzata anche rollio ed imbardata, che hanno effetto stabilizzante tendendo a raddrizzare le ruote.

Effetto raddrizzante: è fortemente influenzato dalle caratteristiche geometriche della moto, dall'angolo di sterzo (angolo tra la verticale del terreno e l'asse della forcella) e dall'avancorsa (distanza del punto di intersezione dell'asse di sterzo col terreno dal punto di contatto della ruota anteriore).
Se ad esempio lo sterzo gira a destra, il contatto pneumatico-terreno si sposta a sinistra generando anche attrito, che determina un momento rispetto all'asse di sterzo il cui braccio è proporzionale all'avancorsa. Tale momento tende a raddrizzare la ruota creando un effetto che porta a mantenere l'equilibrio e in moto rettilineo la moto.
Questo effetto si chiama raddrizzante, ed è molto intenso con ampi angoli di sterzo, come sulle custom (che infatti tra le curve non sono a proprio agio), e con ruote a largo raggio, come le moto da enduro.

Ci sono tuttavia fattori secondari ai 3 sopraesposti, che influenzano l'equilibrio della moto:

•il peso e la sua distribuzione: se il peso è concentrato davanti la maneggevolezza è compromessa, se il peso è in gran parte dietro viene a mancare il momento raddrizzante e l'equilibrio diviene precario;

•velocità: inerzia, effetti giroscopico e raddrizzante sono nulli se la moto non è in movimento, infatti da fermi è bene tenersi in piedi con l'uso degli arti inferiori;

•attrito: è un fattore che all'interno del motore è solo negativo e dannoso, ma è necessario e benefico sia in frenata che in curva.

Fonte Ting'avert - si ringrazia l'autore SuperCazzola

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